La storia di Acquasanta, antico borgo incastonato tra la costa del ponente genovese e le alte cime dell’appennino ligure, è indissolubilmente legata all’esistenza delle salubri acque che qui sgorgano, le cui virtù terapeutiche sono conosciute fin dai tempi remoti. Considerate miracolose, queste acque hanno dato il nome sia alla località che alla Madonna, Nostra Signora dell’Acquasanta, venerata nello splendido Santuario mariano che sorge di fianco allo stabilimento termale. Meta di percorsi di fede e di scenografici pellegrinaggi, che si ripetono ogni estate con le processioni delle Confraternite, il Santuario di Acquasanta, costruito sulle rovine di un tempio precristiano dedicato alla Ninfa Eja, vanta origini antichissime, antecedenti la prima testimonianza documentaria che ne attesta l’esistenza all’8 maggio 1465. Il 21 novembre 1832 il Santuario fu teatro delle nozze regali tra il re di Napoli Ferdinando II di Borbone e la principessa Maria Cristina di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele I e di Maria Teresa d’Austria. Di fronte al Santuario e di lato alla Cappella dell’Apparizione, alla cui base si trova la più conosciuta fonte di acqua termale, sorge il complesso di Terme di Genova che, proponendo cure mediche ed estetiche, è una vera oasi dedicata al benessere olistico. Fin dal Medioevo la popolazione era solita recarsi ad Acquasanta per curare malattie delle vie respiratorie e della pelle con le acque “miracolose”, le cui virtù sono state impiegate in modo sistematico a partire dal 1830, con la costruzione dell’originario stabilimento termale. Terme di Genova presenta esternamente ancora l’originario aspetto dell’antico stabilimento termale, del quale mantiene intatte anche le splendide vasche scavate nel marmo. A pochi metri dalle Terme si trova il Museo della Carta, nell’ex Cartiera Sbaraggia, fabbrica “de lo papero” risalente al 1756 ed oggi trasformata in un museo unico nel suo genere, arredato negli ambienti originali con gli antichi macchinari ed attrezzi, che mantiene viva la memoria del lavoro dell’uomo. La carta qui prodotta tra il Cinquecento e il Seicento era così pregiata da essere la sola usata nelle corti e nelle cancellerie di Spagna e Inghilterra, perché considerata la più solida e l’unica a resistere ai tarli, essendo prodotta soltanto con stracci di lino e di canapa.